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Comunicato stampa – Sessant’anni dal passaggio della Fiaccola Olimpica a Sabaudia Un evento irripetibile entrato nella storia della città

24 Agosto 2020

Il 24 agosto del 1960 Sabaudia ebbe il privilegio di ospitare il passaggio della Fiaccola Olimpica, arrivata a Roma il giorno seguente per l’apertura ufficiale dei Giochi Olimpici della XVII Olimpiade: un percorso di ben 1532 km dalla Grecia fino alla capitale d’Italia, che coinvolse 15 province e oltre mille tedofori.

“Sessanta anni dopo lo storico evento ricordiamo simbolicamente il valore di quel momento, evidenziando l’importanza dello sport nelle sue diverse declinazioni e la forte vocazione sportiva di una città che nel tempo ha saputo affermarsi e divenire punto di riferimento – ha commentato il sindaco Gervasi – Ma allo stesso tempo celebriamo un’importante tappa della storia della nostra comunità, testimonianza diretta di un avvenimento unico nel suo genere e senza dubbio irripetibile, ancora oggi impresso nella memoria di coloro che ebbero la fortuna di prendervi parte”.

Tra questi anche il signor Antonino Azzolina, giovane atleta di Sabaudia che riuscì a superare tutte le necessarie selezioni approdando nella cerchia dei fortunati tedofori che parteciparono alla cerimonia ufficiale. Fu lui, infatti, a portare la Fiaccola Olimpica dall’imbarcadero (dove attualmente sorge il Ponte Giovanni XXIII) fino in piazza del Comune, dove ad attenderlo vi erano autorità locali e cittadini. Un evento unico la cui testimonianza, impressa sulla parete della Torre civica, resta un ricordo vivido e carico di emozione.

La città di Sabaudia è legata a doppia mandata a quell’Olimpiade: è bene ricordare, infatti, che il Museo Emilio Greco ospita il progetto originale in bronzo della medaglia commemorativa dei Giochi, realizzata proprio dal Maestro Greco.

Nel diritto della medaglia lo scultore modellò una figura femminile in piena corsa, in atto di reggere la fiaccola olimpica sullo sfondo degli anelli olimpici. Per il verso della medaglia l’artista immaginò un volo di aquile che, partendo dallo Stadio Olimpico di Roma, si librano nel cielo. Questa originale concezione simboleggia, nello stesso tempo, le vittorie nelle Olimpiadi e l’eco di queste vittorie nel mondo.

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