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Comunicato stampa – Il sindaco sollecita lo stato di calamità

10 Novembre 2018

Maltempo, il sindaco sollecita la Regione: “Anche Sabaudia deve essere inserita tra i territori ai quali è stato concesso lo stato di calamità naturale e di emergenza”.
Oltre 200 le segnalazioni di danni e richieste di risarcimento arrivate in Comune. Intere aziende agricole e non solo messe in ginocchio

 

 

Il sindaco Gervasi torna a sollecitare l’intervento della Regione Lazio e l’inserimento di Sabaudia tra i territori ai quali è stato concesso lo stato di calamità naturale e di emergenza.
“Una stima numerica dei danni è ancora in via di definizione ma tutto il territorio di Sabaudia ha indubbiamente subito gravi danneggiamenti dall’ondata di maltempo – commenta il sindaco – Cittadini, aziende, edifici pubblici, case private, strade e intere alberature non sono rimaste indenni di fronte la forza della natura, che ha gettato la città in una situazione di assoluta emergenza che ad oggi, seppur arginata, ancora persiste e farà pagare le sue conseguenze per molto tempo. La Regione Lazio non può rimanere impassibile dinanzi a simili scenari e non deve voltare le spalle ad una delle città della provincia di Latina maggiormente colpite. C’è in ballo il futuro di numerose aziende agricole e non solo, di tante famiglie rimaste senza corrente e acqua per ben 6 giorni, con intere abitazioni allegate. Ci sono strade, campi e molte aree ancora compromesse. Serve un pieno supporto dall’Ente regionale e dal Ministero. A loro rivolgo un semplice appello: non siate ciechi, intervenite!”. 
Il Comune, che ha tenuto aperta la sede centrale in via straordinaria dal 1 al 3 novembre, ha intrapreso sin da subito una capillare opera di verifica diretta sui territori, fiancheggiando i soccorritori e coordinando gli interventi necessari, di concerto con le istituzioni preposte e i tanti volontari che sono accorsi in questi giorni. Ad oggi sono oltre 200 le richieste di risarcimento danni pervenute all’Amministrazione e che sono state girate agli uffici regionali; molte di queste fanno capo ad imprenditori locali, piccoli contadini e produttori locali.
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